
....Eccoci finalmente in Uganda.
Partiamo da Kampala verso Omyer, nel distretto di Nebbi.
450 km, un viaggio un pò avventuroso in un traffico caotico e disordinato, tra strade sconnesse e polverose.
Padre Enrico è un autista esperto dei luoghi e conosce i dialetti locali.

Una guida preziosa e in un certo modo rassicurante, mentre naviga il nostro pick up truck evitando le buche che a volte ci appaiono voragini ed i frequenti pedoni che a piedi provvedono a trasportare taniche di acqua appena attinta ai rari pozzi disponibili, oppure fascine di legna che con i loro machete hanno provveduto a tagliare.
Mucche, pecore, capre e galline che fanno da cornice al nostro passare, non lontano dai frequenti
villaggi di misere capanne fatte di fango e tetti impagliati.
Donne e bambini sdraiati per terra, intenti ai loro giochi ed alle loro faccende.
Sono immagini di
vita e lotta quotidiana che si alternano allo sfilare di campi coltivati a verdure, banane, mango, papaia ed altri frutti locali.
Sconfinate piantagioni di the e di canna da zucchero rubano spazio ad una foresta rigogliosa, sfruttando una terra fertile ed un clima ideale che rende
solo apparentemente meno duro il lavoro quotidiano dei campi.
Sono immagini che si imprimono nella nostra memoria insieme al pensiero inevitabile di quanto siamo privilegiati non essendo costretti a vivere questo tipo di vita, dove
la malaria, Aids e malnutrizione uccidono con una rapidità impressionante, tanto che la vita media in queste zone è di 45 anni.
Fortunatamente ci sono persone come
Mario e Claudia della Amici di Angal Onlus, che da 50 anni dedicano la loro vita a queste terre ed hanno fondato un ospedale che raccoglie chiunque abbia bisogno di cure.
E ci sono naturalmente
i Missionari Comboniani che da sempre hanno portato conforto sia morale che materiale a queste genti bisognose di tutto.
Abbiamo avuto il piacere di conoscerli di persona e li ringraziamo pubblicamente per il loro operato e per il loro contributo nel vegliare sul corretto utilizzo dei fondi e sulla esecuzione dei lavori di costruzione. Grazie
P.Gino e F.Gianni.Ma eccoci alla nostra scuola.Ci appare evidente come tutto sia ordinato e pulito.
Le costruzioni recenti degli alloggi insegnanti, del dormitorio, delle cucine, della libreria e delle aule, sono ben disposte sul vasto terreno di proprietà del Comboni College. ù



Il laboratorio è ancora in costruzione ed un gruppo di operai sta completando la stesura del tetto e gli intonaci interni.

Ci accoglie P.Raphael, il Preside della scuola, che unitamente al collegio degli insegnanti ed i membri del Consiglio ci danno un caloroso benvenuto.
Dedichiamo il nostro tempo a fare il punto sulla situazione.
Non ci sono molti ragazzi al College, poichè è periodo di vacanze. Ma la classe quarta ci accoglie al completo, tirati a lucido nelle loro divise.
126 ragazzi frequentano già il college, e molti di loro dormono al campus.
Purtroppo una ventina di loro hanno lasciato la scuola, sia per problemi economici che per ragioni disciplinari.
Si ragiona sul futuro del college, sulle priorità immediate, sugli investimenti ancora necessari per creare un istituto che sia in grado di sostenersi economicamente da solo, sia contenendo i costi che sfruttando appieno i 180.000 scellini, circa 70 euro, che ciascun studente deve pagare ogni trimestre.
Vitto, alloggio e piano di studi sono compresi in questa cifra.
COSA SERVE ORA?
Per ottenere un bilancio in pareggio, occorrono almeno 300 studenti.
Ma per accoglierli occorre costruire un secondo dormitorio ed un altro edificio per le aule scolastiche.
Aggiungiamo a queste necessità un veicolo per il trasporto degli approvigionamento di cibo ed acqua quotidiani, una macina per le cucine ed un sistema a celle solari per alimentare elettricamente tutti gli edifici ed arriviamo alla somma di 165.000 euro che saranno necessari al completamento del college.
Contiamo di raccogliere i fondi necessari nei prossimi 18 mesi, sia attraverso donazioni di privati tra amici e conoscenti, che attraverso sollecitazioni di donazioni da aziende con le quali veniamo in contatto.
La organizzazione di eventi teatrali e culinari ci permetteranno di ottenere fondi addizionali, come già fatto sinora.
Pensiamo inoltre di strutturare una raccolta di fondi supplementari, attraverso un programma che presenteremo al piu presto di adozioni a distanza.
Ci siamo posti un obiettivo ambizioso.
Finanziare le rette scolastiche attraverso questo programma per almeno una cinquantina di ragazzi. I criteri di assegnazione sono semplici. Ci occuperemo principalmente di ragazzi orfani e meritevoli sotto il profilo scolastico ma valuteremo anche casi in cui alcune famiglie abbiano difficoltà a pagare la retta annuale nella sua totalità.
Contiamo anche sulla tua generosità. Non restare indifferente ed aiutaci a realizzare questo sogno africano, che mattone su mattone sta diventando una realtà.
Le fotografie che hai visto in questo Post testimoniano la situazione delle nostra scuola. Stiamo cercando di preparare anche una testimonianza video che se vorrai ti potremo mostrare presto.
A presto African Dreamer,
Vincenzo e Antonella